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Archivi del mese: settembre 2012

Gevrey-Chambertin…appunti di degustazione!

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Gevrey-Chambertin rappresenta l’estremità nord della Cote des Nuits, che è anche quella di maggiore apprezzabilità del pinot nero. Comprende 9 grands crus e quelli posti all’inizio del paese appaiono come una continuazione ideale di Morey-St-Denis. Sono suddivisi in due parti distinte da una strada che passa in mezzo e sono posizionati uno accanto all’altro. Quelli sopra la strada sono cinque: Latricieres-Chambertin, Chambertin, Chambertin-Clos-de-Bèze, Mazis-Chamberin e più in alto Ruchottes-Chambertin. Quelli sotto la strada sono quattro: Mazoyères-Chambertin, Charmes-Chambertin, Griotte-Chambertin, Chapelle-Chambertin.
Chambertin, il cui nome significa “il campo di Bertin”, è considerata la vigna di Napoleone, per la predilezione che ne aveva il condottiero. Il clima è continentale, con estati calde e autunni secchi. I vigneti hanno una leggera pendenza e il suolo è composto da una roccia calcarea affiorante.
I vini di Gevrey-Chambertin sono molto concentrati nel colore, hanno intense note aromatiche di cassis, note animali e di sottobosco in quelli più invecchiati. Sono vini molto corposi, prodotti per durare nel tempo. Sono i più tannici di tutti ma hanno anche evidente morbidezza e buona freschezza.
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Chambolle-Musigny…appunti di degustazione!

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Chambolle-Musigny è un’ appellazione comunale situata nella Cote de Nuits tra Vougeot e Morey-St.-Denis. La caratteristica di Chambolle è quella di avere le vigne poste sopra il paese, su una specie di altopiano. Il pittoresco villaggio deriva il suo nome dal termine  gallico “Cambala” con il quale i Galli chiamavano quest’area. Il terreno calcareo e ghiaioso  con una roccia marnosa affiorante è causa di vini robusti e vigorosi, con tannicità più evidente e da lungo invecchiamento tipici di questa zona. Un’altra caratteristica dei vini di Chambolle-Musigny è “la ruota del pavone”, ossia il fatto di mostrare la gamma più ampia di profumi del pinot nero. A Chambolle ci sono 24 premier cru e solo 2 grands crus: Musigny e Bonnes Mares.

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El Lagar de Isilla

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A fine Giugno ho trascorso 4 giorni molto intensi nel cuore della  Spagna con alcuni amici compagni di bevute! Una delle nostre mete è stata la Ribera del Duero, zona vinicola della regione Castilla y Leon, che si estende da Segovia e Avila fino all’antico regno di Leon a nord. E’ una vallata caratterizzata da terre color bronzo e attraversata dal fiume Duero che da Aranda del Duero fino a Valladolid vanta un’ antica tradizione vinicola. Il clima è continentale, con gelate primaverili a 850 m, estati molto calde di giorno ma con grandi escursioni termiche di notte che portano la temperatura anche a 12° e sono responsabili della marcata acidità dei vini. Le alte temperature giornaliere invece contribuiscono a rendere i vini rossi molto concentrati, sia nel colore molto intenso che nell’aroma fruttato.

Un’azienda molto significativa di questa zona, che abbiamo visitato è “El Lagar de Isilla”, nei pressi di Burgos. La cantina storica si trova ad Aranda del Duero, è scavata 12 m sottoterra e risale al XV secolo. Oggi è diventata un museo su come si faceva il vino anticamente. Sopra la cantina non può passare inosservato il caratteristico ristorante, decorato in stile castigliano, con il tradizionale tronco d’albero che veniva usato come leva per pigiare le uve dentro il “lagar”, ovvero il tino.

El Lagar

Qui abbiamo consumato un pranzo “faraonico” a base di tapas molto creative e della specialità della casa: il “lechazo asado” ovvero l’agnellino da latte arrostito nel bellissimo forno a legna a vista. In abbinamento ovviamente i vini dell’azienda.

il forno a legna

lechazo asado

La cantina attuale, nata nel 1995, si trova a La Vid, 18 km da Aranda del Duero e consiste in una struttura molto moderna, sia per l’elaborazione che per l’affinamento del vino. La struttura inoltre si sta espandendo, come dimostra la nascita dell’ Hotel Enològico, proprio all’interno della cantina, con bellissime camere e bagni, attrezzati per una vacanza di puro relax nella Ribera del Duero. Leggi il resto di questa voce

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